LE  NOSTRE  BATTAGLIE

 

1- LA  SCUOLA  DEL  FARAONE. Tre numeri: 485.000 €, costo iniziale; 810.000 €, costo in corso d’opera; 325.000 € differenza in più. Si riferiscono alla scuola materna costruita in zona Ipercoop-Piscine. Dopo mesi di ricerca e di attesa per avere documenti, Affini si è rivolto al Difensore Civico. Mesi di indagini: il Difensore Civico dr Persegati rileva “irregolarità”. Censura del Comune nei confronti del Difensore Civico. Questi si dimette. Poi viene reintegrato. Nel frattempo l’opposizione ricorre alla Corte dei Conti. Si attende la sentenza. Se si voleva risparmiare, perché non ospitarla nell’ex scuola di musica restaurata?

 

2- F A R M A C O O P. Parliamo della farmacia comunale. Avendone prelazione – se proprio si voleva; a Suzzara ci sono già 5 farmacie – il Comune ha fatto bene ad attivare una nuova farmacia, cosa corretta dal punto di vista giuridico. Anche se ci pare che abbia trasformato questa opportunità in puro businnes anziché offerta di servizio alla cittadinanza. Allora perché non collocarla a Brusatasso, frazione che, sotto l’aspetto medico, non è servita? Come mai, in modo così insistente si punta sullo sviluppo di Suzzara verso l’IPERCOOP? Come mai si apre la farmacia in un fabbricato che da anni è privo di interessì commerciali e non pare deputato a polo di sviluppo del nostro comune? È possibile che questa parentela “ideologica” fra Comune e IPERCOOP abbia influito sui valori della compravendita? Chi è competente ha già espresso il suo giudizio!

 

3- POLIAMBULAT-ORO.  Non è un errore, quello del titolo: a Suzzara le Istituzioni non hanno imbarazzi a spendere i nostri soldi in operazioni non del tutto chiare. Anche in questo caso – ambulatorio in zona IPERCOOP anziché nel vecchio Ospedale restaurato – si evidenziano situazioni “strane”. 

            Gli spazi, destinati a negozi, del solito immobile, si trasformano in ambulatorio e per raggiungere le superfici richieste si occupano persino i marciapiedi. Ed è tutto regolare secondo il nostro Ufficio Tecnico! Provate voi, cittadini, a fare varianti così significative e poi vedrete i risultati!

             Per quanto riguarda l’aspetto funzionale ed economico, è giusto che la cittadinanza sappia: l’ASL propone 6+2 ambulatori in zona centrale; il più piccolo di questi è più grande del maggiore in zona IPERCOOP, tutti dotati di finestre. Ma, per alcuni medici di base la soluzione di Suzzara Servizi è vincente. Come mai? Perché una società fondata e voluta dal Comune con soldi nostri si autoproclama “privata”? Come mai, questa illuminata amministrazione contrae un mutuo per l’importo di circa € 1.500.000, con fideiussione a nostro carico, per dare alloggio e servizi ad alcuni medici? Quali titoli preferenziali hanno questi professionisti rispetto ai loro colleghi che svolgono la stessaattività?

             Non parliamo, poi, del canone di affitto di questi locali: è TOP SECRET; nonostante il Difensore Civico dica che questi dati devono essere comunicati al cittadino, chi cerca informazioni rischia querele o minaccia di querele. Perché questa Amminstrazione si nasconde dietro un pezzo di carta: cosa c’è di biasimevole che i cittadini non devono sapere?! Come mai “Città Futura”, in entrambi i casi, si trova di fronte a questa chiusura? A pensar male, forse, si fa peccato veniale, ma a fidarsi troppo…non è democratico!

 

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Corriere della Sera

Mantova Un cittadino di Suzzara con l' appoggio del difensore civico denuncia lo scandalo di un appalto pubblico «mangiasoldi»

Don Chisciotte e la guerra agli sprechi

Raddoppiati i costi per la costruzione di una scuola materna. Il caso alla Corte dei conti «Sprecopoli», i cittadini mettono sul banco degli imputati gli amministratori pubblici che fanno lievitare i costi

 

 

SUZZARA (Mantova) - Suzzara non è certo la Mancia. Di mulini a vento nemmeno l' ombra. D' altro canto da queste parti, nel bel mezzo della Pianura Padana, di vento ne soffia poco. Eppure con la regione spagnola la cittadina in provincia di Mantova ha in comune un Don Chisciotte, «de la Bassa» in questo caso. Si chiama Mauro Affini. Con il personaggio di Cervantes condivide la passione per la giustizia e l' odio per le prepotenze, ma contrariamente al cavaliere errante spagnolo lui non ha le visioni. Mauro Affini - consulente, sposato, con due figlie - la propria battaglia contro l' amministrazione comunale - rea, a suo dire, di aver speso troppi soldi, oltre 800mila euro, il 70% in più del previsto, per costruire una scuola materna - la sta combattendo a suon di carte protocollate e atti ufficiali. «Tutto è iniziato quando ho letto su un quotidiano la lettera di un cittadino - spiega nella sua casa di Suzzara, appoggiato alla libreria dove fa bella mostra di sé il manuale "Guida per conoscere e salvaguardare i tuoi diritti" -. In questa missiva il signor Guiducci si chiedeva come fosse possibile che per costruire la scuola materna di via Mitterrand, il Comune avesse concesso varianti al progetto iniziale per circa 340mila euro, facendo lievitare la spesa dai 485mila euro iniziali agli 810mila post perizia suppletiva e di variante». Affini, indignato per quello che lui tuttora ritiene uno «spreco di soldi pubblici», ha chiesto lumi all' assessorato competente. Dopo un mese è arrivata la risposta del dirigente dell' ufficio tecnico comunale, che «precisando il fatto che mi stava facendo un favore, mi ha allegato una delibera di giunta relativa all' approvazione della variante al progetto. In questa i 324mila euro di incremento della spesa, con un gioco di sottrazioni e addizioni, sono diventati 180mila. Insoddisfatto della risposta, ho chiesto di vedere il progetto, i capitolati e altri documenti. Mi è stato detto che non ne avevo il diritto». Sempre più indignato, il Don Chisciotte mantovano si è rivolto al difensore civico Umberto Persegati, figura di raccordo fra amministrazione e cittadini, prevista dallo statuto comunale. Dopo qualche mese di indagini, quest' ultimo ha rilevato «irregolarità», si legge nel documento inviato ad Affini e al sindaco Anna Bonini del Pd, «sia nella progettazione che nella direzione dei lavori» e ha invitato l' amministrazione a intraprendere «azioni, anche risarcitorie, a difesa degli interessi comunali» riscontrando gli estremi per una «risoluzione del contratto con la ditta vincitrice dell' appalto». A questo punto il Comune ha censurato il difensore civico Persegati, invitandolo, in futuro, a concordare con gli amministratori le risposte da fornire ai cittadini. Offeso nella propria professionalità, il difensore civico si è dimesso ricordando al primo cittadino che «la verifica dell' esistenza o meno di danni al patrimonio comunale non spetta al Comune, ma alla Corte dei Conti alla quale gli atti devono essere trasmessi». Confortato anche da questo parere, Affini vuole andare fino in fondo e ieri sera ha convocato un' assemblea pubblica sull' argomento, convinto che «la politica può cambiare se la spinta viene dal basso». E che i torti si possono combattere anche senza lancia, Ronzinante, Sancho Panza e Dulcinea. Emanuele Salvato 810000 La vicenda Dicembre 2006 La giunta approva il progetto della nuova scuola materna redatto dall' ingegner Davide Squassabia Maggio 2007 Si aggiudica i lavori l' impresa Luigi Maddaloni di Nola (Napoli). Il relativo contratto viene siglato il 28 maggio 2007 Luglio 2007 Nel corso dei lavori, dopo due mesi dall' inizio, il direttore dei lavori Davide Squassabia si dimette dall' incarico per impossibilità di comunicare con l' impresa appaltatrice e di verificare nei modi dovuti contabilità, nuovi prezzi, andamento lavori. Il suo posto viene preso dall' ingegner Sanguanini Giugno 2008 La giunta, approva la perizia suppletiva e di variante in corso d' opera per un importo netto contrattuale aggiuntivo di 324.840,19 euro che eleva l' importo netto complessivo d' appalto a 810.000,00 euro«Variante» d' oro Il cantiere della nuova scuola materna di Suzzara. Mario Affini (nella foto in basso) ha sollevato il caso della «variante» che ha fatto lievitare i costi dell' appaltoEURO Il costo della scuola. Inizialmente la spesa prevista era di 485.000

Salvato Emanuele
 

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(7 ottobre 2008) - Corriere della Sera

 

ARTICOLO ECO DI SUZZARA DICEMBRE 2008